LORETA - Vokaalteoste eestikeelsete tõlgete andmebaas
Andmebaas sisaldab järgmisi teoseid: ooperid, oratooriumid, kantaadid, laulud ja liturgilised žanrid. Andmebaasi täiendatakse jätkuvalt uute teoste tõlgetega.

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La finta giardiniera
Armastuse aed
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Muusika autor Wolfgang Amadeus Mozart
Sõnade autor Giuseppe Petrosellini
Tõlge Malle Ruumet
Teose kataloogi- või oopusenumber: KV196

ATTO PRIMO



SCENA I




Sandrina, Serpetta, Ramiro, Il Podesta, Nardo
Che lieto giorno, che contentenza,
spira allegrezza;
Amor qui giubila, brillando va,

Ramiro
Fra cento affarini sospiro e peno,
per me non splende mai di sereno,
per me non trovasi felicita`,

Il Podesta
Il cor mi balza per il piacere,
tra suoni e canti dovro`godere,
dovro` godere; Sandrina amabile pur mia sara`

Sandrina
Sono infelice, son sventurata,
mi vuole oppressa la sorte ingrata,
di me piu`misera no, non si da`, no, non si da`.

Nardo
Neppur mi guarda, neppur m'ascolta;
fara` costei darmi di volta, si`, darmi di volta,
che donna barbara senza pieta`.

Serpetta
Con quella scimmia gia` s'e` incantato,
fa il cascamorto, lo spasimato, lo spasimato,
ma se mi stuzzica, ma se mi stuzzica
la paghera`, la paghera`.

Ramiro
Celar conviene la pena ria.

Il Podesta
Via sollevatevi, Sandrina mia, Sandrina mia.

Sandrina
Son troppe grazie, troppa bonta`.

Ramiro
Vedro`placata l'iniqua stella, l'iniqua stella.

Il Podesta
Non so lasciarla ch'e`troppo bella, che` troppo bella.

Serpetta
Son pieni gl'uomini di falsita`, di falsita`.

Sandrina, Serpetta, Ramiro, Il Podesta, Nardo:
Che lieto giorno, che contentezza,
qui d'ogn'intorno spira allegrezza.
Amor qui giubila, brillando va, brillando va.

Il Podesta
Viva, viva il buon gusto della mia vezzosetta giardiniera,
ch'e` il piu` gradito fior di primavera. Ramiro, che vi pare?

Ramiro
Non v'e` che dir, mi sembra il giardino incantato,
eppur non basta a farmi rallegrar.

Il Podesta
Questa e`pazzia.
Ma tu, Sandrina mia, perche´ mesta cosi`?

Serpetta
Uh, che sia maledetta.
Dopo giunta costei non mi guarda piu` in faccia.

Nardo
Neppure un occhiatina.

Il Podesta
Via, spiegati carina, che t'affanna?

Serpetta
Patisce il mal di core.

Sandrina
Io non merto, signore, tanta vostra bonta`.
Dovrei godere, sperar dovrei.
Ma sento, che in seno
un fiero affanno del povero mio cor
si fa tiranno.

Nardo
Pur dovresti pensare...

Serpetta
Mi sento dalla rabbia divorare.

Il Podesta
Don Ramiro, Sandrina, allegramente.
Qui a momenti s'attende la sposa mia nipote.
Prepariamoci ai banchetti, ai festini.
Io non voglio veder malinconia oggi
che siamo in tempo d'allegria.

Sandrina
Ah che procuro invano...

Ramiro
Invan mostro scioltezza...

Il Podesta
Amico, ho gran timore,
che sia del vostro mal cagione amore.

Ramiro
Pur troppo e` ver;
per una donna infida son ridotto a languire...

Il Podesta
Oh che sproposito!
Affliggersi cosi` per una donna,
por la vita in periglio?
Prendete il mio consiglio;
scegliete un altra bella,
dategli il vostro core,
che se amor vi feri`,
vi sani amore.

Ramiro
Mi guardi il ciel,
che appena dalle catene
sciolto cercare voglia
nuovi ceppi per me;
non fia mai vero,
che mi venga in pensiero idea si` sciolta
e m'accenda d'amore un altra volta.

Ramiro
Se l'augellin sen fugge
dalla prigione un giorno,
al cacciatore intorno,
non piu` scherzando va...
Se l'augellin sen fugge
dalla prigione un giorno,
al cacciatore intorno,
non piu` scherzando va,
Libero uscito appena
da un amoroso impaccio,
l'idea d'un altro laccio,
che tremar mi fa
Se l'augellin...

SCENA II

Il Podesta
Presto, Nardo, Serpetta, andate, andate
che´ l'arrivo de' sposi vo´
che tutto sia pronto,
con pompa, splendidezza e proprieta`.

Serpetta
Vo restar con Sandrina in liberta`.

Nardo
Via Serpetta, il padrone ad ubbidir si vada.

Vanne, rompiti il collo, ecco la strada.


Il Podesta
Siam pur soli una volta,
veniamo un poco a noi;
cara Sandrina mi spiego in due parole,
ardo, moro per te,
quel brio, quel vezzo subito mi colpi', mi colpi`.

Sandrina
Signor, che dite?
Povera villanella...

Serpetta
Venga Sandrina anch'ella
a travagliar con noi.

Il Podesta
Sandrina ha da star qui,
parti, che vuoi?

Serpetta
Ubbidisco (stregaccia).

Il Podesta
Cosi` com'io dicevo,
speranza del mio cor,
so quel che dico,
so quel che penso... basta...

Sandrina
Ah pensate, signore,
al vostro grado,
voi nobile, io meschina...

Il Podesta
Eh che l'amore non conosce ragione,
uguaglia tutto.

Sandrina
Ma una donzella onesta
non permetter non deve
che s'avvilisca...

Serpetta
Signore compatisca
se interrompo nel meglio.

Il Podesta
Che disdetta!

Serpetta
Dica la toeletta
di madama la sposa
dove poi la destina?

Il Podesta
In gabinetto, in camera, in cucina.

Serpetta
Mi perdoni
(sfacciata).

Il Podesta
Non piu`, cara, quel volto
nobilita la gente

Sandrina
Che sperate?

Il Podesta
Voglio farti mia sposa.

Serpetta
Gli direte chi son...

Il Podesta
Dico che sei un'ardita insolente,
temeraria importuna!

Serpetta
Ma sentite una parola sola...

Il Podesta
Parti, va via di qua,
vil donniciuola.

Serpetta
Vado, vado, pazienza.
(Ma tu la pagherai, brutta fraschetta)



Sandrina
Permettete, signor...

Il Podesta
No, senti, aspetta, mia cara, non partir;
se tu sapessi...
(Son fuor di me)
che smania, che tumulto ho nel core,
ne` so se sia speranza,
oppur timore.


Il Podesta
Dentro il mio petto io sento
io sento un suono, una dolcezza,
un suono, una dolcezza di flauti
e di oboe, di flauti e di oboe.
Che gioia, che contento,
che contento, manco per l'allegrezza,
piu`bel piacer non v'e`, jne

Ma Dio, che all'improvviso si cangia l'armonia
che il cor fa palpitar.
se n-entran le viole
e in tetra melodia,
mi vengono a turbar, a turbar.

Poi sorge un gran fracasso,
li timpani, le trombe,
fagotti e contrabbasso
mi fanno disperar, mi fanno disperar...

SCENA III

Sandrina
Della nemica sorte
quante vicende mai finor soffersi!

Trafitta, abbandonata dall'amante
sotto spoglie mentite,
in esercizio abietto son contenta
passare i giorni miei.
Almen potess'io, oh Dei!
l'ingrato riveder:
ma che mi giova cosi`
struggermi in pianto...

Nardo
Marchesina...

Sandrina
Ah, taci per pieta`,
potrebbe alcuno qui ascoltarti.

Nardo
Siam soli,
ne` v'e` alcun che ci senta.

Sandrina
Tu sai, che l'anno e` scorso
da quell'infausta notte,
che il Contino Belfiore
invaso da una pazza gelosia
mi trafisse spietato,
ed all'istante credendomi gia` morta
mi lascio`, si parti`.

Nardo
Che brutto caso!
In ripensarlo solo
mi scappano le lagrime.

Sandrina
Ah caro servo, sai pur
che a solo oggetto
di ritrovar l'amante,
in queste spoglie teco m'indussi andar raminga,
e ognuno mio cugino ti crede.
Ma quivi giunto appena,
si preparan per me nuovi disastri.

Nardo
Ma quella, perdonate,
mi pare frenesia: giacche´ la sorte ci ha fatto
capitare in questo bel soggiorno,
ove dal Podesta`voi siete amata...

Sandrina
Questo motivo appunto
or mi sprona a partire,
vedermi astretta i sospiri
le smanie, i rimproveri udire
in ogni istante d'un importuno amante...

Nardo
Eh, signorina,
chi v'obbliga ad amarlo?
Seguitate lo stil dell'altre donne:
fingete, lusingatelo,
fategli quattro smorfie.

Sandrina
Oh, non mi piace
questo moderno stile:
nemmen per gioco io voglio
arder di nuovo amore;
il cuor degli uomini
gia` conosco abbastanza;
vo´ subito partire...

SCENA IV

Ramiro
Gl'uomini s'han d'amar,
non da fuggire.

Nardo
E dice molto bene

Ramiro
Ah perche´ mai
voi gl'uomini abborrite?

Sandrina
Perche´ finti e incostanti...

Ramiro
Eppur vi sono degl'uomini fedeli;
io tal mi vanto
amai nobil donzella (ahi rimembranza!)
ed allor ch'io m'offersi
ad unirmi con lei,
l'empia mi sprona,
mi tradisce, mi lascia e m'abbandona.

Sandrina
Eccoli`! Tutto il male gia` proviene da noi,
povere donne,
fier destino e` il nostro!
Pace non v'e`per noi,
ne` contentezza ,
ne` ci serve la grazia e la bellezza.

Sandrina
Noi donne poverine,
tapine, sfortunate,
appena siamo nate
ch'abbiamo da penar.
Disgrazie da bambine,
strapazzi grandicelle,
e dell'eta` nel fiore
o siamo brutte o belle
il maledetto amore
ci viene a tormentar,
o siamo brutte, o siamo belle
il maledetto amore
ci viene a tormentar...

Ah donne poverine, ah donne poverine,
meglio saria, saria per noi non nascere,
non nascere o morir...

Ramiro
Sarei felice appieno,
se piu`non fosse in vita
Arminda ingrata,
oh che al mondo per me non fosse nata.

SCENA V

Nardo
Io per me non capisco
con chi l'abbia costui;
ma la padrona mi sembra ancor
che voglia dar di volta.
E ver, che n'ha ragione
per quell'indegna azione
che gli fece il contino,
ma forse... e senza forse
il mio caso e` peggior,
che per Serpetta mi vado consumando:
ella mi fugge e scaccia,
neppur mi guarda in faccia...
che faro`?
Per far che senta amore, piangero`.
Ah che non giova il pianto
a piegar della donna il cor maligno,
ch'e` piu` duro di un ferro
o di un macigno.

Nardo
A forza di martelli
il ferro, il ferro si riduce,
a forza di scarpelli
il marmo, il marmo si lavora;
di donna il cuor ognora
ne` ferro, ne`martello,
ne` amore tristarello
la puo` ridurre a segno,
la puo` capacitar, capacitar.
siam pazzi tutti quanti
che andiamo appresso a femmine,
si sprezzino, si scaccino,
si fugghino, si piantino,
si lascino crepar, crepar, crepar...

SCENA VI

Il Podesta
Mia cara nipotina,
riposatevi un poco,
che a momenti lo sposo giungera`.

Arminda
Questa tardanza e` una somma increanza;
egli dovea prevenire il mio arrivo.

Il Podesta
Forse ancora non sa

Arminda
Non sa ch'io sono
testina e capricciosa.

Il Podesta
Via colle buone, via,
che di qui a poco
vi passera` la collera.

Arminda
Sediamo. Ehi, qui venghino sedie.

Serpetta
Ecco sedie, ecco sedie, non gridate,
ch'io non sono sorda.

Arminda
Chi e` costei?

Serpetta
Io son la cameriera...

Arminda
E non venite a fare il vostro debito,
a inchinarvi, ossequiarmi, a baciarmi la mano?

Serpetta
Or volea farlo...

Arminda
Andate.

Il Podesta
Andate.

Serpetta
Vado.

Arminda
Eh, ragazza, ragazza.

Serpetta
(Che pazienza!)

Arminda
V'e`nuova del mio sposo?

Serpetta
No, signora, ma credo...

Arminda
Andate.

Il Podesta
Andate

Serpetta
Con costei non farem troppo bene.

Arminda
Ditemi, signor zio,
avete voi notizia,
se il mio sposo sia bello manieroso?

Il Podesta
In quanto a questo...

Serpetta
Signori, presto, presto,
e` giunto un carrozzino...

Arminda
Questo sara` il Contino.

Il Podesta
Vado a incontrarlo... ola`,
ch'ognuno stia pronto
all'ufficio suo...
Nipotina sentite...
avvisa tutti... camerieri,
staffieri...

Serpetta
Eccolo qua.

Arminda
Or mettiamoci un poco in gravita`.

SCENA VII

Il Contino
Che belta`, che leggiadria,
Che splendore, eterni Dei!
Guardo il sole, e guardo lei, e
colpito da quei rai parmi,
oh Dio! Di vacillar, e colpito da quei rai
parmi, oh Dio! Di vacillar, parmi, oh Dio!

Il Contino
Sposa, Arminda, mio sole,
precipitosamente, come a sua principessa e sua regina,
il Contino Belfiore a voi s'inchina.

Arminda
Contino, vi son serva e vi accetto nel cor
(non mi dispiace).

Il Podesta
Oh mio signor contino,
e quasi nipotino,
prendete un caro abbraccio
con affetto sincero
dal nobil Podesta` di Lagonero.

Il Contino
Permettete, sposina,
che sulla bianca mano...
ah non sbagliai...
perdonate signor,
so il dover mio.
Pien d'ossequio...
con voi bella ragazza.
No, che mancar non voglio
Sposa... signor... ragazza...
io gia` m'imbroglio.

Serpetta
(Quanto mi vien da ridere,
bella caricatura.)

Il Podesta
Or dite un poco d'Arminda,
mia nipote, vostra sposa novella,
Contino, che vi par?

Il Contino
Superba, e bella.
Bella fronte, begl'occhi,
belle guancie, bel naso,
bel bocchino: ah, voi siete, mia cara,
un gelsomino.

Arminda
E voi sembrate appunto un girasole,
che si volge qua e la` tutti i momenti,
anzi una banderola a quattro venti.

Il Contino
Perche´, perche´ mia cara,
mia plenilunia stella,
voi mi dite cosi`?

Arminda
Perche´vi scorgo volubile e leggiero:
che dite signor zio?

Il Podesta
Lasciate ch'io l'osservi;
dalla fisonomia mi par...
non sbaglio... nipote, e` un uom costante!

Il Contino
Oh costantissimo!

Il Podesta
Fedele!

Il Contino
Fedelissimo!
Io son qual duro scoglio,
anzi qual nave,
che in mezzo al mare infido
mi frango... no, mi sprezzo, oibo`,
m'arresto; voi m'intendete,
il paragone e`questo.

Il Podesta
Oh circa il paragone...
udite bene:
voi siete un aquilone... oibo`,
qual nembo... anzi qual vento... no,
qual mongibello; voi m'intendete
e` il paragon piu` bello.s

Arminda
Ben lo vedro`,
ma ditemi, voi mi amate?

Il Contino
Se v'amo? Al primo lampo
di quei vezzosi e fulminanti rai
sotto il colpo restai.

Arminda
Adagio, adagio, sapete chi son'io?

Il Contino
Voi siete, oh cara...

Arminda
Io sono capricciosa,
cervellina insolente.

Il Contino
C'ho piacere.

Il Podesta
Me ne consolo.

Arminda
Ho buone mani e faccia.

Il Contino
Viva, viva.

Il Podesta
Benissimo.

Arminda
Adopro anche il bastone.

Il Podesta
Meglio, meglio.

Il Contino
Brava, brava, bravissima,
che grazia, che portento,
che scioltezza, io mi sento rapir.

Arminda
Ci siamo intesi. Io v'amero`;
ma guai se vi scopro incostante;
anche se foste in mezzo della via
io vi do quattro schiaffi, anima mia.


Arminda
Si promette facilmente
dagl'amanti d'oggi di`
e la semplice zitella
se lo crede, poverella,
e si fida a dir di si`.
Io pero` non fo cosi`:
Patti chiari e patti schietti,
pria di dirvi si`o no.
Voi sarete l'idol mio,
il mio ben,
la mia speranza.
Ma se mai, com'e`l'usanza,
mi mancaste, m'ingannaste,
io le mani adoprero`, io le mani...

Si promette, si promette
facilmente dagl'amanti, d'oggi di`;
ma se mai, com'e` l'usanza,
mi mancaste, m'ingannaste,
io le mani adoprero`...

SCENA VIII

Il Podesta
Che dite, signor Conte,
che vi pare di mia nipote?

Il Contino
Oh, quanto m'innamora e m'accende
si` cara bizzaria;
oh, che fortuna, che bella sorte, amico,
ritrovare una donna,
ma che dico una donna?
Ella e` una dea, che in vezzo, che in belta`,
che in leggiadria, non v'e`chi a lei somiglia.
E puo` dirsi l'ottava meraviglia.

Il Podesta
Non fo per dir che m'e` nipote,
in tutto ella e`particolare,
a sentirla parlare
e` un piacere, uno spasso,
sputa sentenze, e par Torquato Tasso.

Il Contino
Eh gia` si vede,
e gia`la cosa e` chiara,
ed alla fama che di lei gia` corre
per tutte le gazzette
mi sono innamorato:
cent'altre ho ricusato
bellissime fanciulle... nol credete?

Il Podesta
Oh, lo credo purtroppo.

Il Contino
Assicuratevi,
che dovunque son stato
le donne a truppe, a schiere
correvan disperate
il compendio a mirar
nel mio bel volto di grazia,
di valor insieme accolto.

Il Podesta
Oh bravo il mio Contino,
mi piace il vostro brio.

Il Contino
Son cavalier di spirito,
son stato in guerra viva,
ho espugnato fortezze,
e pur dal viso amabile
della mia cara Arminda
son fatto prigionier,
quivi volando
venni a posta corrente,
ho lasciato per lei
tutti i miei feudi, le cariche,
i vassalli, il marchese mio padre,
la duchessa mia nonna,
e tanti e tanti cugini
titolari... voi ridete?

Cattera non sapete chi sieno i miei parenti.
Vivi, morti e nascenti,
udite, udite: vi daro`
in abresce` qualche contezza
della mia nobilta`, di mia grandezza.

Il Contino/Il Podesta
Da Scirocco a Tramontana,
da Levante a mezzo giorno
e`palese intorno, intorno
la mia antica nobilta`,

Ho gran feudi ed ho vassalli,
ho piu`nonni marescialli,
piu` sorelle principesse,
tre regine, sei contesse,
dieci consoli romani
ed i principi i sovrani
non si posson numerar.

Ma cospetto!
Voi ridete? Signor mio,
non li vedete, non li vedete.
Ecco Numa, ecco Scipione,
Marco Aurelio, Marco Agrippa,
Muzio Scevola e Catone,
e quei due che vanno a spalla
Don Tiberio e Caracalla,
con rispetto salutateli,
sprofondatevi, inchinatevi,
a ciascun di qua di la`.

Ecco Numa, ecco Scipione,
salutateli, Marco Aurelio,Marco Agrippa,
sprofondatevi, Muzio Scevola e Catone,
inchinatevi e quei due
che vanno a spalla Don Tiberio e Caracalla,
con rispetto salutateli,
sprofondatevi, inchinatevi,
a ciascun di qua di la`.

Il Podesta
Evviva, evviva I consoli Romani
Scipione, Caracalla:
ah, ah, le risa non posso trattenere,
questo e`spasso da ver, quest'e` piacere.

SCENA IX

Serpetta
In questa casa non si puo` stare:
dopo giunta costei
almeno cento volte
chiamera` in un momento
e di schiattar per lei non me la sento.
Ma Nardo qui s'appressa,
da costui gia` m'aspetto
la musica ordinaria de' sospiri,
fingero` non vederlo,
e qui seduta mi spassero` a cantare
un'arietta novella, come vuole
il marito una zitella.

Serpetta
Un marito, oh Dio,
vorrei amoroso e pien d'affetto,
amoroso e pien d'affetto,
ma un marito un po' vecchietto,
mamma mia, non fa per me,

Nardo
Come in questa canzone il sentimento esprime,
anch'io gli vo' risponder per le rime.

Nardo
Un marito, oh Dio, vorresti amoroso e
pien d'affetto, amoroso e pien d'affetto,
ma un marito giovinetto, figlia mia,
non fa per te, figlia mia, non fa per te.

Serpetta
Bravo, signor buffone, chi vi ha dato
la licenza di penetrar fin qui?

Nardo
Cara Serpetta, perdonate l'ardir,
qui ritrovai l'uscio aperto ed entrai.

Serpetta
Se volete il padrone
sta da quell'altra parte, andate, andate.

Nardo
Cosi`mi discacciate? Eppur carina,
io scolpita vi tengo in mezzo al petto.

Serpetta
Cinque volte l'ho detto, e questa che fan sei,
no, non sono per voi gl'affetti miei.

Nardo
Ma tanta tirannia, dite, oh cara...

Serpetta
Non piu`, parlo sincera,
fatto per me non siete.

Nardo
Dite almeno il perche´?

Serpetta
Non mi piacete.

Nardo
Pazienza, eppur un giorno
avrete a richiamarmi.

Serpina
Ah, ah!

Nardo
Ridete?

Serpetta
Rido perchè credete
Che a trovare un marito
Ci voglia una gran cosa.
Ve ne son tanti e tanti:
basta, ch'io volga un sguardo,
ho mille amanti.

Serpetta
Appena mi vedon, appena mi vedon
chi cade, chi sviene,
mi vengono appresso, nessuno li tiene,
e come insensati, storditi, stonati,
cosi` van gridando, smaniando cosi`:
Mirate che occhietti, che sguardi d'amore, che vita,
che garbo, che brio, che colore,
bellina, carina, vi vo' sempre amar,
Io tutta modesta abbasso la testa,
abbasso la tesat, neppur gli rispondo,
li lascio passar...

SCENA X



Sandrina
Geme la tortorella
lungi dalla compagna,
del suo destin si lagna, si lagna
e par che in sua favella
vogli destar pieta`,vogli destar pieta`, jne.

Sandrina
Io son la tortorella
che mi lagno lungi dal mio tesoro,
senza trovar sollievo al mio martiro.
Armata di costanza
faro`coi miei sospiri impietosir le stelle
e il caro amante finch'io non trovero`
tortorella infelice ognor saro`.

Arminda
(Questa sara` la bella giardiniera)
Eh, ragazza sentite.

Sandrina
Mia signora.

Arminda
Dimmi pur che cos'hai,
che ti sento lagnar?

Sandrina
Penso a' miei guai.

Arminda
Ho capito, ho capito,
tu sospiri, forse pel Podesta`.

Sandrina
Mi meraviglio, io son povera, e` ver,
ma sono onesta, conosco il grado mio...

Arminda
Taci fraschetta, ola`sai chi son io?
Misura i detti e pensa che parli con Arminda.

Sandrina
Perdonate... io non sapea...

Arminda
Ti compatisco,
or sappi, ch'io quella son,
ch'oggi daro` la mano
al Contino Belfiore...

Sandrina
(Oime` che sento!)
Il Contino e` lo sposo?
E sara` vero? Oh Numi!

Arminda
Ei giunse poco fa,
se lo vedessi
quanto e`vago e gentil.

Sandrina
(Ah ch'io non reggo, io mi sento morir.)

Arminda
Tu impallidisci?
Che mai ti turba?

Sandrina
Un fiero improvviso
dolore... oh Dei m'assale...
sento strapparmi l'anima mia...
mi manca il cor...
nel seno... sudo... gelo... non reggo...
io vengo meno.


Arminda
Misera!... ola`,
chi la soccorre? Oh Dio!
Non v'e` alcun che mi senta?

Il Contino
Vi son io.

Arminda
Presto, caro Contino,
assistete un momento
quest'infelice giovane svenuta,
che intanto io vado a prendere
antidoto valevole
a richiamarla in vita.

Il Contino
Ecco, idol mio, men volo a darle aita.



Il Contino
Numi! Che incanto e` questo.
Violante! E` viva? Oime`!
tremo da capo a pie`;



dove mi sia non so.

Sandrina
Deh vieni ingrato core, guardami,
guardami son pur quella.

Il Contino
La voce e` di Violante,
il ciglio, il sembiante.
Ma come in queste spoglie
sara' la fantasia,
meglio l'osservero'
E' lei senz'altro, senz'altro, e' lei,
coraggio piu' non ho,

Sandrina
Ah, della pena mia
pieta' sentite, oh Dei!
(vaatab teda tähelepanelikult)
Il Conte? Oh Dio! Che miro!

SCENA XII




Arminda
Ecco il liquor, prendete...

Ramiro
Contino, permettete

Arminda
Ramiro? Che faro'?

Ramiro
Arminda? Che faro'?

Sandrina
(Che dico?)

Sandrina, Arminda, Ramiro, Conte
Ah che gran colpo e' questo
qual fulmine funesto misera/misero
mi gelo'?

Il Contino
(Son dubbioso sbalordito,
io non so, se veglio o dormo,
d'esser stupido mi par)

Sandrina
(Son confusa, ho il cor smarrito,
e' si' barbaro il dolore
che mi forza a lacrimar.)

Ramiro
(Che stupor, sono insensato,
resto immobile, mi perdo,
io non so che mai pensar, che mai pensar.)

Arminda
Che m'avvenne, cos'e' stato,
non comprendo piu' me stessa,
parmi, oh Dio! di vaneggiar

Sandrina, Arminda, Ramiro, Il Contino

(Sento l'alma in sen oppressa,
non ho fiato da parlar.)

SCENA XIII

Il Podesta
Che silenzio! Fan lunari.
Questa scena che vuol dire,
questa scena che vuol dire?
Via Sandrina, rispondete,
miei signori, perche' tacete?
Su, parlate, cosa c'e', cosa c'e'?

Sandrina
(Che rispondo?)

Il Contino
(Io qui m'imbroglio.)

Ramiro
(Son perplesso!)

Arminda
(Non ardisco.)

Il Podesta
Non intendo, non capisco, non capisco.
Ma la cosa non va schietta,
non e' liscia per mia fe'!

Ramiro, Il Contino
Tu sei quella?

Sandrina (al Conte), Arminda (a Ramiro)
Tu sei quello?
Ah che gira il mio cervello,
va balzando qua e la'.





SCENA XIV

Il Podesta
Che tratto e' questo, che stravaganza,
senza rispetto, senza creanza
lasciarmi solo com'un ridicolo, com'un ridicolo!

Li mando tutti, li mando al diavolo,
metto da parte il grado, il titolo,
il nepotismo, la nobilta'.

Serpetta
Oh mi rallegro, caro signore,
la giardiniera con il Contino
fanno l'amore qui nel giardino
con tutta pace, con liberta'.

Il Podesta
E dove sono... la gelosia...

Nardo
Non gli credete, quest'e' bugia,
quest'e' un compendio di falsita'.

Serpetta
Se con quest'occhi, con quest'orecchie
non osservata l'ho visti e intesi.

Nardo
Sono menzogne troppo palesi, troppo palesi

Il Podesta'
Voglio chiarirmene.

Serpetta
Venite qua, qua, qua...
Costui mentisce...

Nardo
Costei v'inganna, costei v'inganna...

Il Podesta
Saziati pur, saziati pur,
sorte tiranna, sorte tiranna.
Ecco burlato, ecco tradito un uomo celebre,
un Podesta', un uomo celebre, un Podesta'.

Serpetta, Podesta', Nardo
Or or vedremo, lo scopriremo
e chi mentisce la paghera'...

SCENA XV





Sandrina
Ma voi che pretendete, che pretendete
da un'infelice, oh Dio! Oh Dio!
Arminda non son io, il vostro dolce amor.

Il Contino
Ah per pieta' parlate, parlate
via ditemi, carina,
voi siete Violantina,
regina del mio cor.

Serpetta
Vedete quante smorfie gli fa quella fraschetta,
gli fa quella fraschetta.

Il Podesta
Lo vedo, lo vedo, ah, maledetta, maledetta,
la voglio subissar, la voglio subissar.

Nardo
(Il Conte? Oh che disdetta!
Potessi rimediar)

Sandrina
Voi siete in gran errore.

Il Contino
(Ah questo e' un gran stupore)

Arminda
Da un perfido burlata
dovro' cosi' restar.

Ramiro
E poco un'alma ingrata
avvezza ad ingannar.

Sandrina
Barbaro, barbaro senza fede
e' questa la mercede
del mio costante amor?
Misero, in che mancai,
dimmi che feci mai,
perfido traditor!

Il Contino
Si', che l'ingrato io sono, io sono, idolo mio,
perdono, perdono, cara Violante bella...

Sandrina
Eh, non son io gia' quella, Violante la meschina
diceva pur cosi',
ma oh Dio! Oh Dio! Ch'ella,
ch'ella mori', si', mori'.

Il Podesta
Rispondete!

Arminda
Seguitate!

Ramiro
Signor Conte!
Non tremate!

Nardo
(Non so come finira', finira')
(Pur convien ch'io soffra e taccia)

Il Contino
(Gia' la sposa mi minaccia, mi minaccia.)

Serpetta, Arminda, Ramiro, Il Podesta', Nardo
Che si dice, che si fa, che si fa?

Arminda
Amoroso mio Contino.

Podesta' (Sandrinale irooniliselt)
Giardiniera semplicetta.

Ramiro
Mi consola, mi diletta.

Serpetta
Che bel volto modestino!
Su, godete, cari amanti.
Regni in voi la bella pace.
Scenda amor colla sua face
ed accenda il vostro cor.

Sandrina
Ah che sola io son capace
di tormento e di dolor.

Il Contino
Ah che solo io son capace
di tormento e di dolor.

Serpetta, Ramiro, Il Podesta', Nardo
Scenda amor colla sua face...

Sandrina
Ah che sola io son capace...

Arminda
Perfido! Indegno, indegno,
vorrei strapparti dal petto il core.

Ramiro
Ma tanto sdegno, tanto furore
non so capir.

Serpetta (Sandrinale)
Vorrei sbranarti, brutta sguaiata, brutta sguaiata.

Il Podesta'
Voglio esiliarti, donnetta ingrata.

Nardo
(Io resto estatico,
non so che dir.)

Sandrina
Che pena barbara,
che crudo affanno!
Mi sento oppressa
da un duol tiranno,
non so rispondere, non so parlar.

Il Contino
Che giorno critico inaspettato!
Tra questa e quella sono imbrogliato,
non so risolvere, non so che far.

Sandrina, Serpetta, Arminda, Ramiro, Podesta'
Nardo
Che smania orribile!
Non ho ricetto,
l'ira, la collera ch'io sento in petto,
non so reprimere, non so frenar, no, no, no.



ATTO SECONDO



SCENA I

Ramiro, Arminda
Non fuggirmi, spietata,
ingratissima donna,
arresta il passo.

Arminda
Che ardire e' il tuo,
che vuoi, che pretendi da me?

Ramiro
Barbara, infida,
che pretendo, che voglio?
Ed ha cor di mirarmi?
Se immaginar potea,
che tu nipote fossi del Podesta',
no, non avrei a te data la pena
di vedermi e arrossir.

Arminda
Ma se la sorte tua
non mi vuol...

Ramiro
Troppo leggier pretesto: il tuo fasto,
l'orgoglio, e l'ambizion
t'indusse a lasciar l'amor mio;
ma il ciel spregiura,
che mille volte in testimon chiamasti
di tue promesse, il cielo fara' le mie vendette.

Arminda
Ola', che troppo or t'avanzi con me;
si', lo confesso, ti tradii, t'ingannai;
conosco il fallo mio,
ma non so detestarlo;
e' troppo bello il mio Contino.

Ramiro
Ah, frena gli accenti, audace,
e non vantarmi in faccia
l'odiato rival;
no, non godrai de' torti miei,
che quell'indegno core
la vittima sara' del mio furore.

Arminda
Eppur mi fa pieta';
comprendo appieno,
che mi sgrida a ragion;
ma no, che all' arco non ritorna lo stral;
son nell'impegno di sposare il Contino,
sara' questo un capriccio,
oppur destino.

SCENA II

Il Contino
Ah, che son disperato!
Dacche' vidi Sandrina,
non ho pace,
non so piu' che mi fare...
la voglio ritrovare...
dappertutto l'ho cercata finora...
Adorata signora....

Arminda
Piano, piano, ditemi,
son curiosa di sapere
chi sia colei che ricercando andate?

Il Contino
Diro'...

Arminda
Non vi scostate.

Il Contino
Venni... ma mi credea...
(bisogna usare franchezza!)
voi ricercavo, oh bella...

Arminda
Ma sentite.

Il Contino
(Costei mena le mani)
Dite, dite!

Arminda
Ma non posso in distanza.

Il Contino
Anima mia, smanio, moro per voi.

Arminda
Taci bugiardo, va a piedi di colei...

Il Contino
Ma udite almeno il fatto come sta...

Arminda
Che dir potrai?
Dacche' vidi Sandrina non ho pace...
Perfido, e in faccia mia?
Nel giorno istesso, oh Numi!
Che meco unir si deve
mi tradisce cosi',
cosi' m'inganna un amante infedel?
Sorte tiranna!

Arminda
Vorrei punirti indegno,
vorrei strapparti il core,
ardo nel sen di sdegno,
ma mi trattiene amore
che sospirar mi fa.
Questa mercede, ingrato,
tu rendi all'amor mio?
Ah! Mi confondo, oh Dio,
fra l'ira e la pieta'.

SCENA III

Il Contino
Ah, costei non e' donna, e' un demone,
una furia, se non mostravo spirito...

Serpetta
Signore....

Il Contino
Oime'...

Serpetta
Che cosa e' stato?

Il Contino
Niente, niente, stavo sopra pensiero.

Serpetta
Vorrei dirvi, se mi date il permesso,
che vidi poco fa la vostra sposa,
che pareva una fiera scatenata,
minacciava vendetta contro di voi.

Il Contino
Ma presto gli passera' la collera.

Serpetta
Eh non dite cosi'.
Voi non sapete che bestie sien le donne
quanto son sdegnate;
io vi consiglio d'andar tosto da lei
tutto sommesso, chieder scusa del fallo,
e baciargli la man.

Il Contino
Chi lo comanda?

Serpetta
L'Ubbidienza, il rispetto,
ch'esigono le donne,
il dovere, la moda...

Il Contino
Eh, va in malora tu, la moda
il dover, la sposa ancora.

SCENA IV

Serpetta
Quanto lo compatisco;
aver che fare con una donna strana...

Nardo
Mia vezzosa Diana, perdonate.
Se a voi sono importuno:
ha sempre il cor gentile
una donna ch'e' bella.

Serpetta
Oh bella, oh brutta,
io non sono per voi

Nardo
S'io morissi pero'?

Serpetta
Non piangerei.

Nardo
Dunque vado a morir.

Serpetta
Buon viaggio a lei.

Nardo
Or ben, giacche' vi scorgo piu' dura d'uno scoglio
e sorda piu' d'un aspide...



Mirate, trattenetemi il colpo...

Serpetta
Fate, fate.

Nardo
E pur non ho coraggio
di darvi un tal disgusto.

Serpetta
V'ingannate da ver,
ch'avevo gusto.

Nardo
Dite cio' che volete,
questo vostro disprezzo sempre piu'
m'innamora, e accresce il fuoco.

Serpetta
Mi par che a poco a poco
cominciate a piacermi.

Nardo
Dite da vero? O mi burlate?... gcara...
che contento, io piu' non sono in me...
corpo di Giove, costei m'ha imbalsamato,
mi par di essere un altro.

Serpetta
Or ben, sentite: io v'amero'
ma voglio che mi veniate avanti
con un aria smorfiosa appassionata:
la mano dritta al petto
strisciando il piede all'uso forastiero:
su via, da bravo, a voi, presentatevi; fatemi degl'inchini,
dritto, brillante, snello.

Nardo
(Tutto m'induce a far quel viso bello)

Nardo
Con un vezzo all'Italiana vi diro'
che quel visetto m'ha infiammato il core,
il petto, che languire ognor mi fa.



Non vi piace, non va bene?
Via, proviamo alla Francese, alla Francese
Ah, madama, eccomi qui.
oh neppur va ben cosi'?

Su, vediamo un po' all'Inglese, all'inglese:
Ah, mio ben, dite, dite, dite di si'...
Maledetta indifferenza
mi fa perder la pazienza:
qui non serve alla Francese,
non capacita l'inglese,
non gli piace alla Italiana.
Oh, che umor, che donna strana,
io mi perdo in verita'

Serpeta
Costui mi da' piacere,
sarebbe bella che cosi' non volendo
avesse a innamorarmi;
ma che dico, che mi viene in pensiero?
E' cugino a Sandrina; ah non fia vero.

SCENA V

Sandrina
Che strano caso e' il mio! Trovar l'amante
ed essere in procinto di perderlo per sempre!
Pronto a sposare Arminda...
eh, s'abbandoni un crudele ingrato
che mi trafisse... oh Dio!
se fu un trasporto di gelosia,
e se mi crede estinta condannarlo potro'?
Con troppa forza mi parla amor per lui;
si cerchi solo di frastornar le nozze;
e' ver, potrei svelarmi, ma non e' tempo...
ei viene... ah qual tumulto provo nel sen
allorche' m'e' vicino.

Il Contino
Maledetto destino!
Ecco contro mia voglia son costretto
chieder scusa ad Arminda... ma
qui la giardiniera? Ah, questa e' lei,
questa e' certo Violante...gli occhi, la grazia,
il brio... eh non m'inganno, tutta, tutta assomiglia...

Sandrina
Signor, qual meraviglia, cosa vedete in me?

Il Contino
Veggo l'immagined'una tenera amante...

Sandrina
Ed io ravviso un barbaro incostante.

Il Contino
Come? Perche'?
(L'ho detto, e' lei in carne e in ossa)

Sandrina
Perfido, non rammenti
quant'io gia' piansi un giorno
e sospirai per te,
quanto piangesti tu per me,
e sospirasti!

Il Contino
E' vero, e' ver,
ma il caso...

Sandrina
Dimmi, barbaro mostro,
qual delitto punisti in me?
Oh Dio! Tu senza colpa mi trafiggi,
m'uccidi, innocente mi scorgi,
eppur mi lasci misera desolata...

Il Contino
Oime'! Che sudo, dimmi, dimmi tu vivi...
ma come in queste vesti, mia cara marchesina...

Sandrina
Cosi' disse morendo la meschina.

Il Contino
Ella dunque mori'?

Sandrina
Meglio di voi chi puo' saperlo?

Il Contino
(Io certo non capisco;
Ma quei moti, quegl'atti... te' tutta lei.
Non ne perde un capello)

Il Contino
Care pupille, pupille belle,
volgete un sguardo a me.
Ah se voi siete quelle,
ah se voi siete quelle
che delirar mi fate...
Parto, non vi sdegnate, non vi sdegnate,
che barbaro rigor, che barbaro rigor







Ma nel partir carina, vorrei, se m'e' permesso,
baciar quella manina
per segno del mio amor.
Oh che manina tenera, io me ne vado in cenere,
dolcissima mia Venere.

Padrone stimatissimo, gli son buon servitor.
(Destin maladettissimo, mancava questo ancor)
(destin maledettissimo)

SCENA VI

Il Podesta
Va Conte disgraziato,
voglio che paghi il fio...
indegna sfacciatella, che ti pare?
A un uom della mia sort...
a un padrone che t'ama...

Sandrina
Oh Dio! Che a torto, Signor, mi strappazzate.

Il Podesta
Come torto s'io vidi...

Sandrina
V'ingannate

Il Podesta
Perche' dunque con me fai la ritrosa,
sei tanto schizzinosa?

Sandrina
Mio caro padroncino... ah se sapeste
quanto sono infelice.

Il Podesta
Non temer idol mio, vieni con me...
(piu' non resisto)
ah cara, tu sei l'amato oggetto
che il cor... non so che dir...
io non connetto. Andiamo.

Sandrina
Perdonate, io non deggio, non posso.

Il Podesta
Come, come? Perche'?

Sandrina
Perche' non voglio; al fine...

Il Podesta
Al fin tu sei una vil serva che inalzar procuro.


Sandrina
Di cosi' grand'onor io non mi curo.

Il Podesta
Indegna; tanto ardir? Ad un par mio, a un Podesta'...
cospetto! Chi mi tiene di subbissarti adesso?

Sandrina
E qual ragione qual dritto avete voi d'insultarmi cosi',
di minacciarmi? Da me che pretendete?
Una donzella si tratta con rispetto,
altrimenti sappiate, che ho spirto, ho petto,
core...
ah perdonate il trasporto, oh signor;
lo so, lo vedo, che trascorse il mio labro,
ma scorgo ancora... si', gia' il cor mel dice, che
vi muove a pietade un' infelice.

Sandrina
Or via partite,
che volete da me?
Se viene Arminda, miseri noi.

Il Contino
Dov'e'?... parto, si', parto... oime'!
perche' non possa di qui movere il pie'...
par simpatia.
Deh, fate almen, che in quegl'occhietti vaghi...

Sandrina
A chi parlate?

Il Contino
A voi, mio sol, mia luna, mia cometa brillante,
che avete il viso della mia Violante.

Sandrina
Una voce sento al core che mi dice pian pianino,
pian pianino: il tuo caro padroncino
tutto e' pieno di bonta'...
E in quel volto, in quegli occhietti
che pur sembran sdegnosetti, sdegnosetti,
vi si scorge la pieta'. Una voce sento al core...

Ah mi fugge, non m'ascolta,
gia' divien con me tiranno,
dalla smania, dall'affanno, io mi sento lacerar
Una voce...
Fanciullette che m'udite,
se pieta' di me sentite,
una figlia sventurata, infelice,
abbandonata, deh venite a consolar.

SCENA VII

Il Podesta
Ah che son stato un sciocco!
E' vergognosa, povera ragazza.
Ho fatto una gran forza atrattenere il pianto.
La voglio seguitare... ah, maledetta la mia fortuna!
Tutto congiura a danno mio... vo' veder di placarla...

Arminda
Signor zio, gia' pentito il Contino d'avermi disgustata,
sollecita i sponsali: in questo punto voglio dargli la mano.

Ramiro
Signore, da Milano mi giunge adesso un foglio
d'un mio stretto parente, in cui mi acclude un'istanza
formata al Regio Magistrato, e a voi rimessa
per fare seguir l'arresto d'un omicida che qui alberga,
e questi e' il Contino Belfior, nol crederete?

Il Podesta
Il Contino Belfiore?

Ramiro
Ecco leggete.

Arminda
Un sogno sara' questo.

Ramiro
Purtroppo e' ver: mi spiace, Contesina gentil
(Per vendicarmi che propizia occasione
mi presenta la sorte)

Il Podesta
Eh ben, l'istanza asserisce
che il Conte sia stato l'omicida della Marchesa Onesti...

Arminda
Eh non credete...

Il Podesta
Non tocca a voi, tacete,
che parla il Podesta'...
ma come reo si pretende il Contino?
E dove sono le prove a un tal delitto?
(ad ogni costo vo' veder di salvarlo)
io non comprendo...

Ramiro
(Lo comprendo ben io)
signor pensate, che non dee la giustizia
per qualunque ragion restar negletta;
io vi lascio...

Il Podesta
Ma pian, non tanta fretta; si potrebbe...
(che imbroglio!)

Arminda
Eh, lasciate che parta.

Ramiro
Si', me n'andro'. Ma d'ogni vostro passo
darne conto dovrete al Magistrato.

Il Podesta
Or ben, venga il Contino; si sospendan le nozze;
e s'egli e' reo non vo' che un delinquente,
un inquisito, abbia una mia nipote per marito.

Il Podesta
Una damina, una nipote vistosa e nobile
con buona dote voglio affogarla,
precipitarla?
Il matrimonio sia per non fatto, sia per non fatto,
or vado e subito guasto il contratto,
questo far devesi, questo convien.
Sarei tacciato nell'Alemagna, avrei la critica in Francia,
in Spagna, cosa direbbesi nel mondo intero
d'un uomo celebre, d'un cavaliero, d'un letterato,
d'un Podesta' , d'un Podesta'
non ci pensate, non vi adirate cosi' ha da essere, cosi' sara', non ci pensate...

SCENA VIII

Ramiro
Sappi, Arminda, ben mio...

Arminda
Chiudi quel labbro perfido menzogner.

Ramiro
T'inganni, io sono...

Arminda
Odioso agl'occhi miei.

Ramiro
Dell'amor tuo...

Arminda
Non ne sei degno.

Ramiro
Rammenta...

Arminda,
No.

Ramiro
M'ascolta...

Arminda
Ardo di sdegno.

SCENA IX

Ramiro
Eppur dalla costanza ch'io serbo nel mio petto
mi sento lusingar; non ingannarmi, o ho speranza fallace,
a te fido il mio core e la mia pace.

Ramiro
Dolce d'amor compagna,
speranza lusinghiera, in te quest'alma spera,
tutta riposa, tutta riposa in te.

Tu mi sostieni in vita, tu mi conduci in porto,
tu mi conduci in porto, oh amabile conforto,
di mia sincera fe'.

Dolce d'amor...

SCENA X

Il Podesta, Arminda, Serpetta, Il Contino
Credimi nipotina, io son fuori di me;
se il Conte e' reo che cosa avro' da far?

Arminda
A voi non manca maniera di salvarlo.

Serpetta
Se volete sol dipende da voi.

Il Podesta
Questo va bene: ma se Ramiro intanto...
Ecco che viene.

Il Contino
Signore, eccomi pronto;
a voi corro, sposina...
in tal momento tutto mi brilla il core..oh che contento!
Salto per allegrezza, e posso con franchezza
vagheggiare quei vezzosetti rai...
presto, presto la mano.

Il Podesta
Ola', che fai? Che forse non ravvisi
il torbido sembiante di un giudice severo a te davante?

Il Contino
Sposa... sposa...

Arminda
Deh taci.

Il Contino
Mio signore...

Il Podesta
Silenzio.

Il Contino
Serpetta...

Serpetta
Non parlate.

Il Podesta
Al giudice rispondi: chi sei, come ti chiami?

Il Contino
Il contino Belfiore... quello il quale... cioe' lo sposo...

Il Podesta
Basta. Dimmi, tu conoscesti la Marchesina Onesti?

Il Contino
Che diro'?

Arminda
Di che non sai...

Il Contino
Non la conosco, oibo'.

Il Podesta
Ella vive?

Il Contino
No, signore.

Arminda
Che dite?

Il Podesta
Dunque e' morta?

Il Contino
Non so... cioe'... ma senta...

Arminda
Niega, se vuoi salvarti.

Il Podesta
E' ver quel che si dice, ch'ella sia stata uccisa?

Il Contino
(Purtroppo e' ver)
ma sappia... signor si... no, signore...

Serpetta
Non v'imbrogliate.

Il Podesta
E' pubblica la voce che tu quella uccidesti.

Il Contino
Oibo'... l'amore ...
cioe' la gelosia... fu casualita'...

Il Podesta
Non piu'.

Arminda
(Che sciocco!)

Il Podesta
Conte, pensa a' tuoi casi;
un tal delitto a te viene imputato;
se innocente tu sei
(cosi' l'intendo)
difenditi se puoi.

SCENA XI

Sandrina
Io lo difendo.

Il Contino
Oh sorte!

Arminda
Oh buona!

Serpetta
Oh bella!

Arminda
Forse la villanella...

Serpetta
Qualche cosa sapra'...

Il Podesta
Che dir potrai in sua difesa?

Arminda
Parla, Sandrina mia.

Serpetta
Di pure, cara amica.

Sandrina
Dal Conte cosa mai si pretende?
Di qual delitto e' reo?

Il Podesta
D'aver uccisa la Marchesina Onesti.

Sandrina
E' una calunnia.
Ferita fu Violante ma non mori';
ciascuno vegga Violante in me; si' quella io sono
lode al cielo son viva , e gli perdono.

Il Contino
Ah lo dissi... mia cara...

Il Podesta
Tu Violante?

Arminda
Tu marchesa?

Serpetta
Tu dama?

Sandrina
Si, son io, ne' mentisco...

Il Podesta
Ma, figlia mia, ti pare...
con si sciocco pretesto.

Sandrina
Dite cio' che volete, ma ben presto vedrete
con tante prove e tante ch'io son la Marchesina Violante.

Il Contino
(Questa parla da vero... oh che allegrezza)
ah me lo dice il core che risalta giolivo.

Il Podesta
Il punto e' sospensivo: si vada a consultare.
Ma se perder dovro' Sandrina mia,
ah ch'io certo faro' qualche pazzia.

Arminda
Comincio a dubitar; ma o sia Sandrina, o sia Violante,
in fretta or vado a meditar la mia vendetta.

Serpetta
Ancor io me n'andro';
venga chi sa venire, io ridero'.

Il Contino
Adorato mio bene... io piu' non capo in me...
lascia... deh... lascia che alfin su quella mano io possa...

Sandrina
Indietro. Vi sognate. Quella mi finsi solo per salvarvi
e mi prevalsi a tempo della gran somiglianza
che diceste aver io colla morta Violante.

Il Contino
Una calda e una fredda; addio cervello.

Sandrina
Andate pure, andate dalla vezzosa Arminda, dal vostro dolce amore
ella attende da voi la mano e il core.

SCENA XII

Il Contino
Ah non partir... m'ascolta, oime' chi mi respinge... eh via, si vada
ma piano... il suol traballa, ed un'oscura nebbia mi va girando intorno,
e' turbine, e' tempesta, e' notte o giorno?
Arminda, Violante, uccidermi volete?
Ecco ferite pur...
ma voi piangete? Che serve questo pianto,
voglio morir... ecco il tuono... ecco il fulmine,
che mi piomba sul capo; oh ti ringrazio, Giove amico,
tu solo, tu mi rechi conforto
sposa, amici, piangete, oime'! Son morto.

Gia' divento freddo, freddo, trema il pie', s'arresta il sangue,
manca il fiato, il cor gia' langue, piu' non reggo...
oime' che caso! Per la fronte e per il naso
scorre un gelido sudor, scorre un gelido sudor.
Ma pian piano, pur cammino, giro gl'occhi, e con diletto
parmi udire qui vicino un soave ciuffoletto,
saro' forse ai Campi Elisi; potria darsi ...
si' signor. Zitto, zitto... il vento sibila,
va strisciando, l'aria intorno, veggo il sole,
veggo il giorno,
piu' non v'e' da dubitar.
Che allegrezza, ancor ci sono,
penso ancora, ancor ragiono,:
si' son vivo, il cor mi brilla,
vo' godere e giubilar.

SCENA XIII

Nardo
Oh poveretto me! La padroncina per tutto
ho ricercata, e non si trova; ah, ch'io temo... chi sa...
forse al Contino si sara' palesata eh non puo' stare;
s'ella stessa mi diede ordine espresso
di non scoprirmi a lui...
ma qui gente ne viene, vo' celarmi
se potessi indagare...

Ramiro
Deve pero' provare che Violante ella sia.

Il Podesta
Questo s'intende:
ma pur dal suo parlar libero e franco
quasi scommetterei...

Ramiro
E' ben, qualora restero' persuaso...

Serpetta
Che accidente, che caso!
E' fuggita Sandrina.

Il Podesta
Oime'! Che dici?

Nardo
(Fuggita, come mai!)

Ramiro
Non mi capacito.

Il Podesta
Ah non si perda tempo; si deve ritrovar, faro' fracassi,
precipizi, ruine... presto vadino tutti.

Serpetta
Ma gia' siamo alla notte.

Il Podesta
Oh notte, oh giorno, si mandi, si spedisca
a ricercarla... eh no, che andro' in persona per trovarla.

SCENA XIV

Serpetta
Va pur, ma questa volta ti strapazzerei li denti.

Nardo
(Potessi da costei ricavar qualche cosa)

Serpetta
Si credeva la sciocca
giardiniera con spacciarsi
una dama metter tutti in scompiglio:
e Arminda con ragione
l'ha fatta trasportare in un luogo remoto
qui nel bosco vicino,
pieno d'anima lacci,
e forse adesso qualche lupo
affamato la divora.

Nardo
(Oime' che sento! Al conte in quest'istante
vado a svelar... povera Violante!)

Serpetta
Da una parte mi spiace,
ma dall'altra se l'e' andata cercando;
ed oggi giorno politica ci vuoi,
bisogna fingere, ed usar secretezza nell'amore,
ne' dir giammai,
quel che serbiam, nel core.

Serpetta
Chi vuol godere il mondo,
lo lasci come sta, lo lasci come sta.
Di niente mi confondo,
lo prendo come va.
Lo so che una fanciulla dev'esser di buon core,
andar sincera e schietta;
ma cio' non serve a nulla
cogl'uomini oggi di',
Bisogna essere accorta,
mostrarsi indifferente,
finger la modestina, fare la gatta morta,
saperli lusingar.
Quand'ero ancor fanciulla, mamma mi die' la
scuola, la voglio seguitar...

SCENA XV





Sandrina
Crudeli, fermate, oh Dio!
Qui sola mi lasciate... Misera...
chi m'aiuta, soccorso chi mi da'.
Ah Numi. Son perduta, muovetevi a pieta'
Dove son! Che m'avvenne!
Dunque son qui condotta, infelice a morir!
Numi pietosi, se vi muove il dolore, il pianto mio,
deh, guidate I miei passi... ma oh Dio!
Per questi sassi, non so dove m'inoltro...
dovunque il guardo giro, altro non vedo che immagini d'orrore
e solo io sento le voci del mio duol,
del mio tormento.

Sandrina
Ah dal pianto, dal singhiozzo
respirar io posso appena.
Non ho voce, non ho lena,
l'alma in sen mancando va.

Ma qui niuno m'ascolta e niun si vede,
ahi che vacilla il piede... manca lo spirito...
oh Dei!
Odo strepitoe parmi veder
tra quelle fronde un orrido serpente
che coi sibili...
oime'... dove mi celo, dove corro... che fo...
quivi mi sembra.
ah non m'inganno... un antro,
in questo, si', vedro' pur di salvare.
Questa misera vita:
assistetemi voi, oh Cieli, aita.

SCENA XVI




Il Contino
Fra quest'ombre, o questo scuro, fra le spine, o fra li sassi
Nardo mio, guida i miei passi, ch'io non so dove andar.

Nardo
Oh, che tenere, che orrore